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Chi siamo La Confraternita della Misericordia (CDM) nasce nel 1577 con le funzioni di una moderna Conferenza di S. Vincenzo. e dal 1678 il Santuario dell'Annunziata è sotto la sua cura e custodia. Ad oggi conta su 150 iscritti e attraverso la formazione di Gruppi di Volontariato è operativa sul territorio chierese a favore della Comunità.
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Eclissi

Eclissi

Una sera a Dijon, anni ‘80, poco dopo cena, camminando nelle viuzze del centro quasi deserte, arrivo presso una chiesa, dalla parte dell’abside, una chiesetta del ‘600 senza particolari attrattive architettoniche. Vedo un certo numero di persone che si avvicinano all’ingresso, nascosto ai miei occhi: erano giovani e meno giovani e, data l’ora serale, penso ad una funzione religiosa. Giro l’angolo, e mi appare la facciata con una vistosa ed inequivocabile insegna: “Cinéma Eden”.

Stava per iniziare la proiezione di un film a luci rosse.

Chiesa evidentemente sconsacrata, ma soprattutto violentata.

Cadono i simboli religiosi nelle case, negli ospedali, nelle scuole, ma cade anche ciò che essi indicano, ossia l’assenso ad ogni riferimento trascendente, all’esistenza di un qualcosa che si innalzi, che trascenda appunto l’interesse immediato, il qui oggi, un qualcosa che indichi il punto di riferimento del proprio agire, un principio cui attenersi, e non semplicemente un soddisfacimento di un desiderio o una via di fuga da un problema immediato.

Adamo doveva scegliere se ascoltare il consiglio di Dio di non mangiare del famoso albero, oppure ascoltare la voce del serpente che gli suggeriva di mangiare quel che voleva; ha scelto come sappiamo ed è diventato autoreferenziale: “l’uomo è misura di tutte le cose” ha detto qualcuno. La coscienza, certo, può essere una validissima bussola, ma anch’essa ha bisogno della sua stella polare, e poi, come diceva John Wayne, dopo che hai ucciso il primo uomo, quella notte non dormi, ma dopo il secondo, il terzo o il quarto non ci pensi neppure più.

E allora come la mettiamo con l’Eterno, l’Infinito, l’Assoluto? Sì, perché la bussola rimane disorientata, inquieta. E ’come una mosca noiosa che non riesco a scacciare, un cane che abbaia in cortile, un rubinetto che sgocciola nella notte e non mi riesce di chiuderlo… che fastidio! Ma domani metto tutto a tacere.

Forse.

Perché l’uomo “misura di tutte le cose” non ha altro metro che se stesso e qualche punto fermo lo dovrà pur trovare.

La cultura profonda sta ritraendo le sue radici verso la superficie, le miniere di pensiero quali la Bibbia, l’umanesimo, l’Illuminismo ecc. che avevano alimentato i secoli passati sono forse trascurate e oggi l’intelligenza cosiddetta “artificiale” sta insinuandosi nella nostra società, assottigliando il confine che separa il reale dal virtuale e con esso la percezione del vero e del falso, del giusto e dell’ingiusto.

Ieri la comunicazione era filtrata, governata, certamente anche manipolata, ma ci voleva un editore consenziente, una validazione, un parere terzo, per pubblicare un libro o un articolo di giornale, con conseguente assunzione di responsabilità.

Oggi la trasmissione del pensiero può essere immediata, chiunque può diffondere sul web qualunque informazione o disinformazione, messaggi di odio, allarmismi, caccia alle streghe, senza che nessuno possa intervenire.

In un terreno dove le radici culturali sono deboli, l’istintualità profonda delle persone diventa il principale recettore dei messaggi, tanto più apprezzati quanto più viscerali, fantasiosi, carichi di emotività, e soprattutto brevi, diretti, dove non ci sia spazio per pensare.

Se è vero che “la verità vi farà liberi”, la nostra libertà si allontana.

Così nascono i nuovi dogmi laici, postulati indiscutibili che fanno da punto di riferimento a “sette” laiche ben definite, che inoltre rispondono anche al bisogno di aggregazione, di identificarsi in un gruppo: dai terrapiattisti ai vari negazionismi, complottisti, integralisti green, vegani, ecc, opinioni che possono anche avere un loro valore, ma sono assunte come dogmi indiscutibili e talvolta imprigionano i loro fedeli in gabbie di fanatismo. Fino alle “fedi” calcistiche, alle bandiere della squadra stese sulle bare dei tifosi defunti, credenti del dio pallone che si azzuffano prima e dopo le partite negli stadi, esattamente come si azzuffavano cattolici ed eretici in tempi passati, anche se nessuno sapeva di preciso perché lo stesse facendo.

Non possiamo fare a meno di credere in qualche cosa: le divinità terrestri che stiamo adorando aprono solchi profondi tra di noi: forse è il caso di riflettere.

Freud diceva che i sogni sono come un cane che di notte gira intorno alla casa e fa la guardia al nostro sonno: se c’è un pericolo abbaia, il sogno si dissolve e noi ci svegliamo.

Chissà che un giorno questo cane non lanci un ululato per liberarci dagli incubi che ci assediano.

Corriere di Chieri  Marzo 2025   – Don Gianni Sacchetti

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