
Come la manna
Ci si inoltra nella vecchiaia da viandanti. Ogni giorno è una tappa che impegna le forze. È bene esaurirle, anziché risparmiarle. A quest’età non giova fare economie, scorte da tenere in magazzino. La dote quotidiana di risorse va consumata intera senza residui, come prescritto per la manna: se fatta avanzare per il giorno dopo, andava a male. Ogni risveglio è un appello delle varie parti del corpo. Dal gomito che inizia il sollevamento dalla posizione distesa, ai piedi che toccano terra come due naufraghi che approdano alla riva. La notte ha ricostituito le forze residue, il sonno ha svuotato il cestino dei rifiuti. Chi al risveglio percepisce la sorpresa di essere ribadito dentro un nuovo giorno, pronuncia una sua formula di gratitudine.
È un’età che non spreca il tempo. Preferisce perderlo nella maniera migliore. Nel film “Maccheroni” di Ettore Scola, Marcello Mastroianni a passeggio per Napoli dice a Jack Lemmon: «Com’è bello perdere tempo». Perderlo in quel modo è saperselo godere. Da principiante della mia vecchiaia imparo che è bello perdere tempo e che è il contrario di sprecarlo. Questi pensieri sono impressioni più che riflessioni. Occasione è la degenza in ospedale del Papa che affronta le conseguenze della vecchiaia. Tra queste non ha posto il rammarico di essersi risparmiato. Immagino che non ne abbia. Il suo sorriso anche da dolente lo conferma.
Sì è speso per la sua comunità pure da infermo, la sua sedia a rotelle lo ha portato ovunque. Trattenuto in reparto, trasmette il suo esempio di premura e affetto per le persone in preghiera per lui. La sua prognosi è riservata, ma il suo bollettino medico è pubblico, in modo che tutti siano informati correttamente. Non c’è spazio per versioni di comodo, per contraffazione di notizie. La degenza è un esilio ma pure un tempo per l’ascolto. È un’oppressione che comporta un silenzio interiore.
Nel libro di Giobbe (Iiòv in Ebraico) la divinità “soccorre l’afflitto nella sua afflizione e libera l’udito nella sua sventura” (35,15). La vecchiaia è un avamposto. Si sta da sentinelle cui spetta vigilanza. Nelle insonnie, nei dormiveglia si affacciano voci. La loro acustica è quella perfetta del deserto.
(Erri De Luca)
mariateresa gay
Grazie; è sempre utile aggrapparsi a chi sa interpretare il senso della vita.